Educarsi perché

(tratto da Carnet di Marcia n. 7 - Ottobre 1979)

L'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici persegue fini educativi (vedi Statuto art ,1) perciò ritengo opportuno iniziare un discorso, che spero diventi un dibattito, nell'intento di chiarire alcune cose che ci riguardano e ci interessano molto da vicino

Nel cercare una definizione del verbo educare ne ho trovato una, fra le tante, che mi è piaciuta in modo particolare per la semplicità e la chiarezza espressiva educare è "sviluppare le facoltà intellettuali, fisiche e morali, specie nei giovani, secondo determinati principi"

Questo significa che nell'atto educativo intervengono due personaggi, che non sono necessariamente due persone distinte, il primo dei quali ha una certa visione dell'uomo e da questa trae un modello ideale che propone al secondo, aiutandolo al tempo stesso a sviluppare tutti gli elementi e tutte le caratteristiche che lo facciano somigliare il più possibile al modello proposto.

Chi voglia educare ed educarsi si trova quindi nella necessità di scegliere un modello e la scelta non è facile perché le proposte, in questo campo, sono innumerevoli, ma non sono tutte valide anche se spesso sono presentate in maniera suggestiva e seducente.

Per essere valido, il modello deve essere in grado di dare una risposta coerente e razionale, vale a dire comprensibile alla ragione umana, a tutta la realtà dell'uomo, deve essere realizzabile e deve essere attuale.

Nel libro della Genesi, al capitolo primo, si legge: "Dio creò l'uomo a Sua immagine, a immagine di Dio lo creò; tali creò l'uomo e la donna" e ancora "Dio li benedì e disse loro "Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra". Più avanti, al capitolo terzo si legge ancora: "infine pronunciò contro Adamo questa sentenza "Poiché tu hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato del frutto del l'albero che io ti avevo espressamente proibito di mangiare, la terra sarà maledetta per cagion tua. ..col sudore della tua fronte mangerai il pane finché ritornerai alla terra, da cui sei stato tratto, poiché tu sei polvere e in polvere ritornerai".

Il modello educativo che scaturisce da questa visione dell'uomo è estremamente interessante: l'uomo reca impressa in sé l'impronta di Dio, perciò deve cercare di sviluppare tutte le doti e le caratteristiche che realizzino nella maggior misura possibile la somiglianza fra sé e l'impronta divina; il modello per la crescita dell'uomo è quindi Dio stesso.

Oltre ad essere interessante, il modello è anche valido; esso infatti dà una risposta coerente e razionale a tutta la realtà dell'uomo, tanto della sua grandezza (libertà, fantasia, creatività, capacità di amare, capacità di conoscere e di dominare il creato) quanto dei suoi limiti (fatica, angoscia, dolore, morte); è anche un modello realistico perché l'uomo ha veramente la facoltà di scegliere fra il bene e il male, comunque usi in concreto di questa sua facoltà; infine è un modello attuale perché mai come oggi I'uomo ha dominato ed è dominato dalle cose e mai come oggi ha sentito il bisogno di un respiro spirituale capace di unificare e ristorare la sua esistenza.

Qualche tempo fa mi è capitato di leggere questa affermazione: "Ho sempre considerato che l'impulso interiore a rendersi utile sia una vocazione ispirata, voglio dire instillata nella mia anima, da Dio"; "Ritengo che la provvidenza svolga, nella vita della gente, un ruolo maggiore di quanto si creda".

Autore di queste; affermazioni è Piotr Grigorenko, generale di stato maggiore dell'armata rossa, eroe pluridecorato, laureato in scienze militari, già vice presidente della sezione cibernetica.

Sarebbe molto bello conoscere attraverso quali misteriose vie quest'uomo sia arrivato a riscoprire un legame concreto e attuale fra Dio e la quotidiana realtà esistenziale dell'uomo.