Essere Capi educatori oggi
(chiacchierata svolta il 20-3-1983 ai Capi unità del Distretto di Treviso)
Qualche mese fa, con l'intervento di don Giorgio Marcuzzo sulla pastorale giovanile, avevamo iniziato un lavoro di riflessione e di approfondimento, richiesto dall'Assemblea Capi all'inizio dell'anno, lavoro che oggi cercheremo di sviluppare ulteriormente.
Secondo me è importante soffermarci ogni tanto a riflettere sulle scelte che siamo andati facendo nel tempo, perciò il tema di oggi può essere enunciato così: CHE SENSO HA, NEL MONDO CONTEMPORANEO, ESSERE CAPI EDUCATORI IN UN'ASSOCIAZIONE SCOUT.
Mi è sembrato che, fra i molti possibili, il modo più semplice per sviluppare questo tema consistesse nel definire alcune domande e nel cercare necessariamente di dare delle risposte ragionevoli. L'elenco di domande più sintetico e pertinente che sono riuscito a formulare è il seguente:
Dal punto di vista etimologico, educare significa TIRAR FUORI, FARE EMERGERE, ma così com'è questa definizione non vuoI dire molto, non soddisfa perché troppo generica, ma possiamo cercare di arricchirne il significato individuando le caratteristiche e il valore di ciò che è racchiuso dentro l'educazione e che il processo educativo deve cercare di tirar fuori e portare alla luce.
Nel libro della Genesi, al cap. 2,7 leggiamo: Allora il Signore Iddio formò l'uomo dalla polvere della terra e alitò nelle narici un soffio vitale e I'UOMO DIVENNE PERSONA VIVENTE; sempre nella Genesi, al cap. 1, 26-27 , leggiamo: Poi Iddio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza..." e un po' più avanti Iddio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; tali creò l'uomo e la donna.
Nel citare il libro della Genesi ho invertito apposta l'or dine dei capitoli perchè mi sembra che questo renda più comprensibili due osservazioni che ritengo importanti; la prima è che solo il soffio, lo spirito che promana da Dio è capace di trasformare la materia in PERSONA VIVENTE con tutte le sue caratteristiche individuali; la seconda è che il soffio vitale di Dio non è un fatto transitorio che si esaurisce nella trasformazione che opera, ma è invece un fatto permanente che imprime nell'uomo in maniera indelebile l'immagine stessa di Dio.
Per quanto detto, per i cristiani in generale e per noi cattolici in particolare, il verbo educare acquista un valore preciso e profondo, vale a dire far emergere dall'uomo la persona vivente che egli ha racchiusa dentro di sé e quindi l'immagine di Dio che a tale persona corrisponde.
Se è vero, com'è vero, che il rapporto di somiglianza Dio-uomo è un elemento caratteristico della specie umana, si potrebbe pensare che tale rapporto non può, prima o poi, non emergere spontaneamente, il che ridurrebbe il processo educativo a qualche cosa di superfluo o, al massimo, di molto marginale.
In realtà, però, le cose sono molto diverse e, in un mondo in gran parte artificiale come quello in cui viviamo, la probabilità che l'immagine di Dio emerga spontaneamente dall'uomo è praticamente inesistente.
E' vero che anche nell'uomo di oggi inserito nel mondo attuale esiste uno slancio spontaneo verso la ricerca del Creatore ma, se non viene concretamente sostenuto, è uno slancio destinato ad esaurirsi e ciò per tanti motivi, alcuni dei quali mi sembra siano particolarmente interessanti:
-il primo è che non esiste un'immagine "oggettiva" di Dio ma ne esistono tante quanti sono gli uomini, ragion per cui nessuno di noi è in grado di riconoscere da solo la propria perché non ha elementi di riferimento che gliene consentano l'identificazione ;
-il secondo motivo è che nello stesso uomo l'impronta di Dio non è statica ma anzi è dinamica e viva, ragion per cui la sua identificazione richiede una ricerca ed una attenzione costanti;
-il terzo motivo è l'esistenza di un sedimento, che possiamo definire culturale, che l'uomo è andato accumulando nei millenni e che tende a sostituire l'immagine del Crea tore con quella della creatura, per riferire ad essa, e ad essa soltanto, l'origine di ogni valore etico, morale ed esistenziale;
Tutti questi motivi, e altri che potremmo ancora aggiungere, fanno si che per l'uomo il processo educativo sia un fatto essenziale e aggiungo anzi che educare, e educare a Dio, è un diritto, un dovere ed una precisa responsabilità di tutti coloro che si professano figli di Dio, perciò è una cosa che ci riguardo da vicino.
Siamo così arrivati al terzo quesito, cioè COME EDUCARE, per il quale abbiamo pronta la risposta: con il metodo scout ideato da B. p ., a proposito del quale è opportuno fare qualche precisazione.
Il metodo scout è articolato in due componenti fondamentali: la prima, che potremmo definire tecnico-operativa, comprende i diversi strumenti di lavoro quali la legge, la promessa, la vita all'aperto, il gioco e così via ed è quella che generalmente conosciamo meglio; la seconda che potremmo definire ideologica, riguarda invece l'ideale di uomo che B. P. propone al ragazzo come meta da raggiungere quando lo invita a diventare scout ed è su questa che intendo richiamare la vostra attenzione.
Non dimentichiamo innanzi tutto che B. P. è un uomo d'azione, perciò quando si rivolge al ragazzo lo invita ad agire e a comportarsi da protagonista nello sviluppare il carattere, la salute e la forza fisica, l'abilità manuale, lo spirito di servizio.
La proposta di B. p ., tuttavia, non si ferma a questo punto, ma va oltre e il discorso per dare al ragazzo una motivazione profonda al protagonismo che gli viene richiesto, diventa chiaro ed esplicito ne "La strada verso il successo" dove B. P. scrive:
Se vuoi veramente intraprendere la tua strada verso il successo, cioè verso la felicità, non devi soltanto evitare di farti ingannare dai ciarlatani antireligiosi, ma devi dare una base religiosa alla tua vita. Non è semplicemente questione di frequentare la chiesa o di conoscere la Bibbia o comprendere la teologia.
Molti uomini sono sinceramente religiosi quasi senza saperlo, e senza avere studiato queste cose. La Religione brevemente esposta significa questo:
Primo, sapere chi è e che cosa è Dio.
Secondo, utilizzare meglio che sia possibile la vita che Egli ci ha dato e fare quanto Egli aspetta da noi. Ciò consiste soprattutto nel fare qualcosa per gli altri.
Questo dovrebbe essere il tuo credo non come argomento di meditazione riservato alle domeniche, ma come una cosa che tu devi vivere in ogni ora e in ogni fase della tua vita quotidiana. ..
Da ultimo rifletti al modo con cui puoi meglio servire Dio fintanto che ancora possiedi la vita che Egli ti ha prestato.
L 'ideale che B. P. pone di fronte al ragazzo non è quello di un uomo dotato solo di virtù e di capacità umane, ma è invece quello di un uomo religioso che ha approfondito il proprio rapporto con Dio fino al punto di farne un abito mentale, un modo di esistere nella vita quotidiana ed è alla luce di questo ideale che si arricchiscono di significato e di valore anche gli strumenti operativi che abbiamo ricordato prima.
Scopo della nostra chiacchierata era approfondire e chiarirci meglio che senso abbia essere oggi Capi ed educatori in un'associazione scout e a questo punto possiamo fare qualche considerazione conclusiva.
L'uomo dell'era tecnologica, come il suo predecessore che abitava nelle caverne, ha bisogno di autoidentificarsi, di riconoscersi, di sapere chi è, da dove viene e dov'è diretto, ma sotto questo profilo non ha nessun vantaggio rispetto al suo antenato perché nessuno degli strumenti che è riuscito a costruirsi è in grado di dargli una risposta, perciò l'avventura dell'uomo verso la felicità si rinnova e si perpetua senza fine.
Mi sono chiesto a lungo perché Dio non intervenga in maniera più diretta ed esplicita nell'avventura dell'uomo per renderla meno incerta e in qualche momento meno angosciosa, e alla fine credo di aver trovato una risposta accettabile.
Perfettamente coerente con se stesso, Egli vuole rispettare e salvaguardare soprattutto i caratteri di somiglianza che ha impresso nell'uomo, come l'intelligenza, la volontà, la fantasia, la libertà, ecc., perciò si rivolge a lui servendosi di altri uomini in modo che il suo messaggio giunga a destinazione in maniera frammentaria e imperfetta, ma è proprio questa imperfezione che rende l'interlocutore libero di approfondire per conoscere oppure di lasciar correre, libero di accettare i doni che gli vengono offerti oppure di rifiutarli.
In questa prospettiva il nostro essere Capi ed educatori si arricchisce di un significato profondo perché fa di noi dei collaboratori diretti di Dio per portare ad altri uomini il suo messaggio e il suo dono di felicità e di salvezza e quest'aspetto del nostro servizio mi sembra particolarmente importante e degno di nota.
Questo stato di collaboratori di Dio trova una precisa ed esplicita collocazione anche nella Chiesa attuale, rinnovata dal Concilio Vaticano II e mi sembra opportuno fare qualche breve riferimento ai documenti conciliari, proprio perché strettamente connessi al tema che stiamo trattando.
Dalla Costituzione Dogmatica "Lumen Gentium" sulla Chiesa -cap. IV- I laici
n. 31 -Col nome di laici si intende qui l'insieme dei cristiani ad esclusione dei membri dell'ordine sacro e dello stato religioso sancito dalla Chiesa….
...Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio...
...A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali... in modo che siano fatte e crescano costantemente secondo il Cristo e siano di lode al Creatore e Redentore .
Dalla Costituzione Pastorale "Gaudium et Spes" sulla Chiesa nel mondo contemporaneo
Cap.1 -La dignità della persona umana
n. 17 -Ma l'uomo può rivolgersi al bene soltanto nella libertà. ..
...La vera libertà, …..., è nell'uomo segno privilegiato della immagine divina. Dio volle, infatti, lasciare l'uomo "in mano al suo consiglio", così che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a Lui, alla piena e beata perfezione...
Cap. 2 -La comunità degli uomini
n. 31 - Affinché i singoli uomini assolvano con maggior cura il proprio dovere di coscienza verso se stessi e verso i vari gruppi di cui sono membri, occorre educarli con diligenza ad acquisire una più ampia cultura spirituale. ..
...Innanzi tutto l'educazione dei giovani, di qualsiasi origine sociale, deve essere impostata in modo da suscitare uomini e donne, non tanto raffinati intellettualmente, ma di forte personalità, com'è richiesto fortemente nel nostro tempo. ..
...Invero la libertà umana spesso si indebolisce qualora l'uomo cada in estrema indigenza, come si degrada quando egli stesso, lasciandosi andare a una vita troppo facile, si chiude in una specie di aurea solitudine. Al contrario, essa si fortifica quando l'uomo accetta le inevitabili difficoltà della vita sociale, assume le molteplici esigenze dell'umana convivenza e si impegna al servizio della comunità umana. ..
n. 61 ...ogni uomo ha il dovere di tener fermo il concetto della persona umana integrale, in cui eccellono i valori dell'intelligenza, della volontà, della coscienza e della fraternità, che sono fondati tutti in Dio Creatore e sono stati mirabilmente sanati ed elevati in Cristo...
Dal Decreto Conciliare "Apostolicam actuositatem" sull'apostolato dei laici
Cap. 1 - La vocazione dei laici all'apostolato
n. 4 ...Inoltre, quei laici che, seguendo la propria particolare vocazione, sono iscritti a qualche associazione o istituto approvato dalla Chiesa, si sforzino di assimilare fedelmente la spiritualità dei medesimi. Tutti i laici facciano pure gran conto della competenza professionale, del senso della famiglia, del senso civico e di quelle virtù che riguardano i rapporti sociali, come la correttezza, lo spirito di giustizia, la sincerità, la cortesia, la fortezza di animo: virtù senza le quali non ci può essere neanche una vera vita cristiana...
n. 7 ...I laici devono assumere il rinnovamento dello ordine temporale come compito proprio e in esso, guidati dalla luce del Vangelo e dal pensiero della Chiesa e mossi dalla carità cristiana, operare direttamente e in modo concreto; come cittadini devono cooperare con gli altri cittadini secondo la specifica competenza e sotto la propria responsabilità, dappertutto e in ogni cosa devono cercare la giustizia del regno di Dio…..
n. 19 - Grande è la varietà delle associazioni apostoliche: …. altre attendono ai fini dell'animazione cristiana delle realtà temporali, ..
Tra queste associazioni vanno considerate in primo luogo quelle che favoriscono e rafforzano una più intima unità tra la vita pratica dei membri e la loro fede. ..
n. 29 ... La formazione all'apostolato suppone che i laici siano integralmente formati dal punto di vista umano, secondo la personalità e la condizione di vita di ciascuno. Il laico, infatti…., deve essere un membro ben inserito nel suo gruppo sociale e nella sua cultura.
Dai documenti del Concilio ho tratto solo alcuni brani e l'argomento potrebbe essere ampliato ed approfondito; tuttavia, ritengo che già questo livello sia sufficiente a sottolineare la profonda assonanza che c'è fra la visione dell'uomo che ha la Chiesa e le meravigliose intuizioni che spinsero B. P. ad inventare lo scautismo.
Da un lato la Chiesa domanda al laico di vivere nel mondo ordinando le cose temporali secondo il disegno della creazione e della redenzione; dall'altro B. P. propone al ragazzo di crescere come uomo religioso che fa del proprio rapporto con Dio un elemento fondamentale e irrinunciabile della vita quotidiana ed è facile notare che si tratta di proposte complementari e convergenti.
Al termine di questa chiacchierata dovremmo ancora affrontare il tema della vocazione personale.
Si racconta nel Vangelo che un padrone affidò dei talenti a dei servi e se ne andò; alcuni si misero a trafficare i talenti ricevuti mentre altri preferirono non correre rischi e li seppellirono.

Gli appunti di Franco, da cui abbiamo ricostruito la relazione, terminano qui.
Il suo intervento proseguiva sul tema della vocazione personale: "Questa chiamata personale, la vocazione ad essere capi educatori con il metodo scout è il tema che dobbiamo affrontare per il prossimo futuro nella Formazione Permanente di Distretto".
Da qui il suo invito a tutti i Capi presenti ad approfondire la loro riflessione sul mistero cristiano della Morte e della Risurrezione per "risorgere" come uomini e donne più autentici, dotati di un maggior senso di ricerca che permetta di vivere in una tensione educativa più valida.