Schema di studio per la Terza Branca

 

(tratto da un documento per la terza branca dell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici. gennaio 1979)

 

  1. L'EPOCA PRESENTE SEMBRA TENDERE ALLO SFACELO ED ALLA CANCELLAZIONE DELLA PERSONA.

1) In nome della persona oggi più che in passato si tende, attraverso un complesso insieme di suggestioni, a fagocitare e a soffocare sempre più la persona stessa.

2) Il compromesso, anziché essere termine di mediazione fra punti di vista diversi per cogliere il meglio di ciascuno, è un mezzo sempre più diffuso per scaricare le proprie responsabilità coinvolgendovi altri.

3) In questo contesto educare, cioè aiutare ciascuna persona a realizzare se stessa nel modo più completo possibile, diventa un'impresa estremamente difficile e impegnativa.

  1.  L'UOMO SCOUT: CHE MODELLO PROPORRE?

1) Dare delle definizioni è sempre un modo riduttivo di esprimersi perché significa costringere la realtà dentro uno schema astratto dal quale si rischia di escludere più cose di quanto se ne comprendano.

2) Ogni definizione tende, inoltre, ad essere rigida, statica, cosa che si concilia poco con la dinamica, complessa, viva realtà dell'uomo.

3) Ogni progetto d'uomo deve tener conto della sua essenza e della sua storicità.

  1. L 'UOMO PROPOSTO DA B. P. HA SALUTE, ABILITA' MANUALE, CARATTERE, SPIRITO DI SERVIZIO PER ESSERE «UN BUON CITTADINO»

1) Penso che due degli ostacoli maggiori che ci impediscono talvolta di fare un buon lavoro educativo siano da un lato il metodo scout e dall'altro la confessionalità cattolica.

2) Il metodo scout è congegnato così bene tanto da avere un'autonoma capacità di presa sui ragazzi, aspetto certamente positivo cui corrisponde tuttavia il grosso rischio che il metodo venga usato più in senso folcloristico che educativo, finendo così con il creare dei nostalgici di uno spirito agreste piuttosto che degli "uomini di frontiera".

3) La confessionalità cattolica derivando da una verità rivelata, interpretata e insegnata dalla Chiesa, rischia spesso di arrivare ai fedeli come un prodotto finito che in qualche modo li esenta da una partecipazione intelligente con il grosso rischio, anche in questo caso, di ridurre il processo educativo a folclore religioso.

  1. RILEGGERE ANCORA UNA VOLTA B. P. E' FORSE PIU' NECESSARIO CHE UTILE.

1) Il buon cittadino di B. P. è una persona estremamente concreta, capace e non solo desiderosa di realizzarsi.

2) Il ragazzo deve maturare via via la coscienza della propria umanità nel senso più profondo e completo di creatura realizzata a immagine e somiglianza del Creatore, dell'unicità della propria vita che potrà avere un numero illimitato di similitudini ma nessuna identità, del fatto che egli è protagonista unico e insostituibile della propria vita e che nessuno altro potrà vivere per lui.

3) Il risultato di quanto sopra è la conoscenza della propria libertà che comporta automaticamente delle responsabilità precise sia sul piano civile che religioso.
Nè egli può pensare di poter essere scout e confondersi contemporaneamente in tutto con gli altri.

4) Nelle prime due branche del metodo scout ci sono delle verifiche del metodo che danno al ragazzo la progressione della propria crescita ed analoghe verifiche debbono, esistere nella terza branca.