AGESCI 2° GRUPPO MISTO TOSCANO A GEMONA

 (LOCALITA'  OSPEDALE  NUOVO)

DAL 13 AL 20 MAGGIO 1976

  

 Didascalie foto:

 A.  ARRIVO CON TRENO  ALLA CENTRALE OPERATIVA AGESCI DI UDINE

B.  CAMPO TENDE SCOUT

B1e 2.  VESTIARIO DONATO E ACCATASTATO ROVINATO DALLE PIOGGE    INUTILIZZABILE

C.  CAMPO DELLA CROCE ROSSA AUSTRIACA (DISTACCAMENTO DI GRAZ)

D.  ATTENDAMENTO PRIMO RIFUGIO FORNITO DALLA CROCE ROSSA AUSTRIACA

E.  CENTRO DISTRIBUZIONE VESTIARIO

F.  CENTRO DISTRIBUZIONE VIVERI

G. COSTRUZIONE E GESTIONE DEL MAGAZZINO VIVERI

H. OSPEDALE NUOVO GEMONA, ERA IN COSTRUZIONE MA  FU GRAVEMENTE

     DANNEGGIATO DAL TERREMOTO, ELICOTTERO GENIO MILITARE TEDESCO PER

     SOPRALLUOGHI  DI VERIFICA  STATICA DEGLI  EDIFICI

I.  EQUIPAGGIATI PER UNA DELLE VARIE MISSIONI DI RECUPERO:

    RECUPERO DEGLI OGGETTI  NELLE   CASE  (OVE POSSIBILE)

L. INTERNI DI UNA DELLE ABITAZIONI

M. VALLE DI GEMONA

O. SCATTI DEI FABBRICATI CROLLATI DALLE SCOSSE, DOCUMENTATI DURANTE

     I  VARI SPOSTAMENTI

P. FOTO PRIMA DELLA PARTENZA DEL RITORNO DI PARTE DEL GRUPPO MISTO

    TOSCANO        20  MAGGIO 2025

  

BREVE DESCRIZIONE

 date, luoghi, compiti

 

Siamo arrivati col treno a Udine autonomamente e ci siamo incontrati alla Centrale Operativa AGESCI, da varie destinazioni toscane con equipaggiamento personale: tenda, alimenti e acqua  per una settimana.

Il punto di ritrovo era utile per avere indicazioni relative alle assegnazioni dei luoghi di intervento.

Con i camion degli Alpini abbiamo raggiunto la nostra destinazione assegnata che è stata Gemona, località Ospedale Nuovo, dove abbiamo montato le nostre tende.

Dopodiché ci siamo spostati a piedi alle zone operative dove ci sono stati assegnati i nostri compiti:

Primo fra tutti, dovevamo smaltire l'enorme quantità di vestiario, donato dalla popolazione ai terremotati e pervenuto da tutta Italia, accumulato senza una apparente logica che la pioggia e il fango dei vari mezzi all'opera aveva reso inutilizzabilE e quindi abbiamo per due giorni  caricato innumerevoli camion militari per smaltirlo.

La sensazione era di un vero caos senza sostanziali ordini di gestione,  il nostro scopo è stato riordinare e sanificare tutto quanto ci era stato affidato, dato che anche le condizioni igieniche erano preoccupanti.

Dopo qualche giorno si unirono a noi alcuni giovani detenuti non più ospitabili nel carcere di Udine per l'inagibilità dello stesso, gestiti da alcuni elementi delle forze di Polizia, loro rimasero con noi fino al nostro rientro e tra di noi ragazzi si stabilì un buon rapporto, scaturito in una interessante convivenza e, soprattutto, una fattiva comunità d'intenti.

Nei giorni a seguire abbiamo iniziato a organizzare la quantità di abiti, scarpe e  biancheria che continuavano ad arrivare e che dovevano essere selezionati e gestiti per poi distribuirli a coloro che ne avevano necessità.

Non avendo a disposizione edifici esistenti, abbiamo costruito con i pochi materiali a disposizione, zone di distribuzione e prova coperte per proteggere i materiali dalla pioggia, utili per facilitare la consegna ai vari richiedenti.

Anche per i beni alimentari avevamo bisogno di uno spazio coperto e ventilato per immagazzinare e distribuire i vari contenitori di frutta e verdura che continuava ad arrivare, pertanto abbiamo realizzato una baracca in legno sopraelevata da terra quale Magazzino Viveri, e relativa distribuzione.

La Croce rossa Austriaca di Graz, insediata anch'essa in località Ospedale Nuovo, preparava e forniva i pasti a tutto il personale di servizio con le loro cucine da campo, oltre all'installazione di una tendopoli di prima accoglienza.

Fra gli altri compiti che ci venivano assegnati c'era il recupero negli edifici non pericolanti di beni di prima necessita su richiesta diretta dei legittimi proprietari, per evitare fenomeni di sciacallaggio era stata istituita un rigido servizio di vigilanza col divieto di spostamenti notturni.

Tutto attorno a noi c'erano edifici lesionati o completamente distrutti come il nuovo Ospedale di Gemona che risultò estremamente danneggiato e in parte pericolante.

Al momento del nostro ritorno alla Centrale Operativa Agesci di Udine, sui camion dell'Esercito, percorrendo la strada Pontebbana, notai una grande scritta su uno striscione che attraversava la strada, sospeso in alto, con la scritta: “IL FRIULI RINGRAZIA E NON DIMENTICA” parole che ricordo ancora oggi con piacere, come memoria di un sentimento di gratitudine che è raro incontrare nella vita.

Nella mia esperienza da scout, già adulto perché ero uno studente del primo anno della facoltà di architettura di Firenze, registra una tappa indimenticabile e altamente formativa sotto il profilo umano e, se vogliamo, per la mia futura professione e conferma l'importanza dell'Associazione quale supporto per la comunità e strumento educativo ed inclusivo per i giovani.

Gianni Bondesan Esploratore nasce A.S.C.I. nel 1967 nel Gruppo FI 2 e si censisce A.G.E.S.C.I. in occasione della costituzione del 2° Gruppo Toscano nel 1976 nel Gruppo FI 26 Mdp, mia moglie, le mie due figlie e adesso anche l'unico nipote, sono stati tutti scout

P.s. Elenco di alcuni membri  di gruppi AGESCI Toscani che hanno partecipato:

Marco Spiganti,  Augusto Rangoni,  Luigi Bauchnet, Bondesan Gianni, Marco Fiaschi,  Leonardo Lanzetta, Paolo Pulice, Fabio Berti, Margherita Azzari,  Mario Migliolo,  Massimo Del Bra,  Stefano Sarti, Alessandro ...? e altri ancora dei quali non ricordo il loro nome

Nipozzano 05.12.2025

 

       Gianni     Bondesan      

 

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