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10 feb 2026, 07:50
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-------- Messaggio originale --------
| Oggetto: | Materiale per terremoto |
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| Data: | 2026-02-09 19:00 |
| Mittente: | Luca Antonioli <luca.tenente@gmail.com> |
| Destinatario: | Andrea Padoin <andrea@padoin.com> |
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Cesare, studente Verona VII
Il perchè sono andato, sono riuscito a capirlo appena solo poche ore prima di
venirmene via dal Friuli. Solo quando un vecchio del paese mi disse, con la sua
voce sempre uguale, che mi avrebbe preparato un bagno caldo, l'indomani
alzandosi presto e scaldandomi lui stesso l'acqua sul fuoco. Dalla mia impotenza
a dargli una risposta, nel non potergli dire che me ne tornavo a casa mia, alla
bella vasca da bagno, ai miei libri, al comodo letto, alle mie consuetudini, da
tutto questo è scaturito il vero senso del mio aiuto. Aiuto che non è stato solo
nel rizzare tende, nel distribuire viveri e coperte, nello scavare latrine, ma
soprattutto nell'aiutare i nostri fratelli a vivere; a lasciare dietro le spalle
le case crollate, i paesi in rovina; gli occhi svuotati dalla paura, i momenti
del panico, i momenti dei morti, sospendendo il tutto in una irreale atmosfera
di normalità.
La normalità si raggiunge cercando di parlare con la gente, durante e dopo il
lavoro, raccon tando le proprie esperienze e ascoltando quelle degli altri;
diventare buoni amici. Ed ecco il significato del bagno caldo promessomi come
amico e non come .....: la gente aveva cominciato a chiamarmi per nome, a
raccontarmi del padre, del fratello, del lavoro, di pesca e di tante altre cose
come ci conoscessimo da tempo.
Pochi mi hanno detto grazie: non c'era tempo nè bisogno: ma tutti mi hanno
dimostrato che non ero più un estraneo.
E questo, credetemi, tra quella gente timida e sincera è un grazie che non ha
confronti, e che resterà sempre con me. Ed allora io che ero partito per dare,
ho ricevuto.