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10 feb 2026, 07:50
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-------- Messaggio originale --------
| Oggetto: | Materiale per terremoto |
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| Data: | 2026-02-09 19:00 |
| Mittente: | Luca Antonioli <luca.tenente@gmail.com> |
| Destinatario: | Andrea Padoin <andrea@padoin.com> |
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Corazza Sandro Verona 7 agesci
RELAZIONE SUL SERVIZIO IN FRIULI
Questa relazione doveva essere una sintesi dei contributi di tutti i gruppi o
singoli che hanno prestato il loro servizio in Friuli, dopo il terremoto del 6
maggio. La difficoltà a raccogliere dati e informazioni restringe l'ambito della
relazione ad enunciare alcune osservazioni di fondo e interrogativi, che
emergono dai poch1 contributi pervenuti (una decina ). Forse non è un gran
danno, dato ché nessuno cerca fama e medaglie, ma semplicemente di prestare il
suo servizio nel migliore dei modi; quindi niente numeri ore di lavoro, soldi
raccolti...ma solo alcune riflessioni: dopo aver vissuto, ripensiamo la nostra
esperienza per arricchirci del dono che abbiamo fatto.
1) Note. sull'organizzazione
Durante il periodo dell'emergenza (fino a tutto giugno)l'intervento-
dell'Agesci, è stato caratterizzato dal punto di vista organizzativo dalla
richiesta di alcuni requisiti per partecipare (età, autonomia totale di
trasporto, viveri ...) e dell'inserimento totale degli scouts con la gente e gli
altri volontari. Questo ha favorito una resa notevole, non solo sul piano
materiale, ma anche come testimonianza, ed incoraggiamento sia per i fríulani,
sia per chi era attento ai loro problemi, sia per gli scouts partecipanti.
Il secondo periodo di intervento, caratterizzato dai campi di lavoro aperti a
tutta la branca R/S, ha forse favorito l'espressione più completa della realtà
della branca stessa, facendo emergere accanto alla disponibilità, alla
sensibilità fraterna, anche alcuni problemi che riguardano la qualità del
servizio in Friuli della Agesci, dal punto di vista educativo-scout.
Da parte di alcuni è stata criticata l'organizzazione di campi-scout staccati
dalla vita delle tendopoli, che hanno permesso l'evidenziarsi di grosse carenze
di impostazione delle unità e forse della Branca, ed hanno limitato in maniera
significativa la condivisione dell'esperienza dei terremotati.
Questa scelta organizzativa hai permesso una partecipazione massiccia o
continuativa, forse difficilmente controllabile in altri modi, inoltre la
presenza in campi scouts di certe unità ha fatto pensare alla necessità di
quell'organizzazione o di quel controllo, seppur minimo, che tuttavia era
possibile con queste strutture
+ Le scelte organizzative dei due periodi di “intervento; preporrebbero essere
oggetto di suggerimenti per migliorare eventuali interventi’ futuri.
+ Anche l'andamento del Centro. Operativo scout di Udine è oggetto di
osservazioni varie, potrebbero essere utili delle proposte.
+ Eventuali proposte sul sistema di coordinamento che, a spese di pochi, e con
non molta collaborazione, ha funzionato e bene a Verona.
2) Servizio in Friuli: aspetto politico, scout, religioso
La sensibilità politica che l'Associazione, è andata acquisendo soprattutto in
questi ultimi anni, ha portato a scelte operative qualificanti, sia a livello di
vertice (vedi le relazioni tra responsabili dell'Agesci ed autorità politiche ed
ecclesiastiche), sia a livello di base (vedi tipi di servizio, di inserimento,
di contatti che le squadre scout hanno avuto a livello delle tendopoli, enti
locali, magazzini, scuole..). Sull'importanza di un intervento coordinato, di
certi tipi di rapporti, con le autorità o con la gente, ritornano, diversi
contributi raccolti, che non mancano di notare la carenza di strutture adeguate
a rispondere alle effettive necessita del momento.
+ Da queste osservazioni potrebbe emergere l'esigenza di sollecitare come Ass.
una nuova impostazione della Protezione civile, o di prevedere e una
specializzazione in questo senso a livello di Branca R/S.
Il servizio scout, oltre alle caratteristiche di efficienza ed organizzazione,
riveste anche, forse soprattutto, un significato politico che riguarda
specificamente la persona che lo compie: il ricupero, personale o comunitario,
con la riflessione e la presa di coscienza, dell'esperienza, delle difficoltà
che si sono vissute con la gente; un atteggiamento di servizio alle persone, che
comprende l'ascolto, l'attenzione alle loro esigenze e alla loro sensibilità.
Questo aspetto è stato considerato carente, generalmente parlando, nel secondo
periodo dell'intervento, ponendo talvolta forti dubbi sul significato formativo
dell'esperienza.
Nei campi-scouts, soprattutto nel secondo periodo dell'intervento, pare che ci
siano state difficoltà, anche notevoli, all'interno di clan o di campi,
nell'accettare lo ‘stile', che doveva tradurre in pratica valori e concetti
condivisi e fin troppo "parlati", quali: autoeducazione, autonomia, libertà,
coeducazione.
Alcune manifestazioni, della vita di fede, la maniera di affrontarle, talvolta
di snobbarle, hanno reso evidente il livello diffuso della scelta cristiana
nella branca R/S: le difficoltà e le incoerenze ci sono è forti.
Che l'esperienza in Friuli sia stata giudicata dal punto di vista educativo
‘alienante' per alcuni gruppi, lo posso confermare avendo sentito personalmente
questo giudizio; che qualche capo-unità abbia dubitato della validità educativa
del servizio per il suo gruppo è pur vero; resta però la testimonianza di alcuni
valori che gli scouts in Friuli hanno dato oltre al lavoro materiale, e forse
più costruttiva di quello.
Un contributo raccolto dice: “Personalmente penso di avere, in passato,
idealizzato un po' il concetto di scout: è logico quindi che sia rimasta delusa
nel sentirli (nella maggior parte) usare un linguaggio un po' scurrile, nel
vederli trascurare la Messa o i pochi attimi di riflessione e nel constatare che
(come sempre) la compagnia di una persana o di un'altra influiva notevolmente
sul comportamento.
E' stato piacevole, d'altra parte, constatare lo spiccato senso dell'amicizia,
la gioia dello stare insieme è del ritrovarsi, la capacità di adattamento e il
notevole spirito creativo ed organizzativo che la maggior parte di essi ha
dimostrato".
La testimonianza semplice ma eloquente che è stata data è motivo concreto di
speranza per il lavoro futuro.
+ Le carenze emerse dove hanno la causa, forse nella formazione dei capi?
+ Queste carenze rilevate nell'esperienza in Friuli non coincidono in larga
parte con quelle emerse a livello di branca R/S in provincia?
+ Ad un anno dal campo nazionale, non sarebbe interessante un confronto tra
quell'esperienza è quest'ultima, sul tema 'Partecipazione'?
Sandro Corazza