Eger Gino
Andrea Padoin tramite aruba.it
Allegati
mer 8 lug, 07:33 (1 giorno fa)
a cerchioscout
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Fwd: Testo Modificato
Data: 2026-07-08 00:16
Mittente: Franco Bagnarol <franco.bagnarol@gmail.com>
Destinatario: Andrea Padoin <andrea@padoin.com>
Ecco la testimonianza di Gino Eger di Bassano del Grappa. Mi pare un'ottima
sintesi.
Spero che mi arrivi anche una bella foto.
Franco
-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: Testo Modificato
Data: Thu, 2 Jul 2026 10:43:08 +0200
Mittente: Gino Eger <gino@eger.it>
A: francobagnarol@gmail.com
Ciao Franco,
ti rimando il testo modificato. Spero possa andare bene.
Se hai bisogno sono a disposizione.
Un abbraccio
Gino
____________________________
Uno dei pochi vantaggi di avere una certa età è quello di aver conosciuto
persone con tanta esperienza nelle più diverse situazioni che la vita aveva
riservato a loro.
Da ragazzino giovane scout ho avuto la fortuna di avere dei Capi Scout con delle
esperienze vissute in prima persona di uno spessore notevole. Per esempio, aver
avuto la forza ed il coraggio di essere Scout in clandestinità, di aver fatto di
nascosto campi estivi da lupetti e poi da esploratori quando era proibito.
Alcuni erano stati in montagna nella Resistenza, siamo ovviamente nel primo dopo
guerra. Ma lo spirito di servizio e la disponibilità verso gli altri nel
bisogno, era profondamente radicata e le loro esperienze le abbiamo condivise
nei racconti ai fuochi di bivacco.
La Città di Bassano ha sempre avuto uno Scoutismo sensibile e aperto alle
situazioni più diverse che hanno caratterizzato la vita della nostra Nazione
dagli anni 50 in avanti. Mi piace ricordare che nel 1954 in occasione della
grande alluvione del Po, sono stati accolti in città centinaia di sfollati, ed
in collaborazione con il Comune di Bassano la gestione della parte logistica con
la ricerca di case, scuole, istituti religiosi dove accogliere queste persone è
stata gestita dai ragazzi del Clan come braccio operativo del Municipio
Cittadino. Nel 1963 ero ancora Esploratore , ma il noviziato Rovers ed il Clan
sono immediatamente partiti per Longarone luogo del disastro della diga del
Vaiont.
Nel 1966 ero in Clan quando si è verificata una piena fuori da tutte le regole
nella Valsugana con devastazioni in tutti i paesi della valle, con centinaia di
case sommerse prima dall’acqua del Brenta poi dai detriti che hanno invaso tutto
quello che era prospicente alla riva del fiume. Per settimane la mattina si
andava a scuola e nel pomeriggio al lavoro per recuperare quanto si poteva
salvare da quel disastro.
Questo preambolo per dire che gli Scout Bassanesi erano estremamente sensibili a
questi eventi calamitosi, ed è stato naturale e spontaneo, avuto coscienza di
quanto avvenuto in Friuli mettersi in moto subito per raggiungere queste
località coinvolte nel Terremoto. Quella famosa notte del 6 maggio abbiamo
capito subito che era successa una cosa molto grave. Le notizie arrivavano da
amici Radioamatori che nei loro contatti avevano saputo per primi che si
trattava di un terremoto e che l’area era individuata a nord di Udine verso
Gemona e la Carnia.
La difficoltà iniziale era di capire dove andare, perché le notizie che
arrivavano era molto incomplete e non si sapeva a chi fare riferimento. La
Prefettura di Udine era in pieno caos non funzionavano i telefoni. Un amico che
disponeva di un telex è riuscito a contattare la Prefettura di Pordenone e da
loro, sono partite indicazioni di raggiungere un paese, Castelnuovo del Friul,i
dove non era ancora arrivato nessuno. Devo dire che non è stato neanche per noi,
facile da trovare, perché non era un vero paese con Chiesa, Piazza e Municipio
ma un insieme di piccole frazioni in mezzo alle colline dove le case erano
distrutte ma fortunatamente si era registrata una sola vittima. A distanza di
tanti anni il ricordo più vivo era quello di essere precipitati in un girone
dell’inferno
dantesco.
C’era un totale senso di disorientamento perché non si sapeva da che parte
cominciare. I bisogni erano infiniti anche per cose banali, che non si
riuscivano a trovare. Da bravi Scout ci siamo portati le nostre tende da campo
per dare un minimo di conforto a chi la casa non l’aveva più. Le nostre tende
erano poche per tante persone. Per ironia della sorte dopo un paio di giorni con
il sole si è scatenato il maltempo che e durato parecchio. Pertanto disagio su
disagio oltre alla perdita della casa, la sofferenza di stare per giorni senza
un riparo e bagnati fradici. La base era in una località chiamata Paludea, nome
poco rassicurante in quelle condizioni. Non si poteva fare molto in quei primi
momenti ma anche solamente essere vicini alle persone, sentire i loro racconti
di come si erano salvati era importante per il loro morale. La popolazione di
Castelnuovo era per la massima parte composta da persone di età avanzata con
figli e nipoti sparsi in giro per mondo. Era importante per loro dare notizie ai
parenti. Credo, che un grande servizio sia stato, raccogliere numeri di telefono
e recarsi magari a quindici, venti kilometri di distanza, dentro a qualche
esercizio che aveva un telefono pubblico per telefonare ai figli e parenti dando
notizie sulla salute dei propri cari. Ricordo che il senso di solidarietà
dimostrato dalle genti friulane è stato esemplare.
Tantissime telefonate non sono state pagate. Devo dire che oltre ai Rovers ed
alle Scolte che erano in loco, a Bassano si è mobilitata tutta la città
dimostrando una sensibilità incredibile. Gli Scout hanno raccolto e coordinato
gli aiuti di tantissimi cittadini, una mobilitazione generale per raccogliere
qualsiasi cosa potesse essere necessaria in Friuli. Nei centri di raccolta
gestiti inizialmente dagli Scout, si sono aggiunti volontari di tutti i tipi,
non ultimi personale del Comune, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco. Il Comune ha
messo a disposizione i magazzini Comunali dove Esploratori, Scolte e Rover si
alternavano per dividere i materiali confezionando scatoloni che al bisogno di
notte venivano caricati su furgoni per recapitarli a Paludea. Praticamente a
turni settimanali siamo rimasti tutta l’estate. Moltissimo lavoro per la
presenza quasi fissa lo ha svolto una giovane scolta bassanese Antonia Agostini
che tutti chiamavano La Sindaca, e che ho scoperto nei giorni scorsi, molti
ricordano ancora con grande gratitudine e simpatia. Non posso non citare la più
totale mancanza di un coordinamento fra le varie componenti delle istituzioni.
Ogni uno seguiva la sua catena di comando ed era impossibile che un Carabiniere
si adeguasse ad un ordine di un Ufficiale degli Alpini senza aver sentito il suo
Maresciallo, che doveva sentire il Capitano ecc.
Ovviamente per tutti era cosi.
Parallelamente alle vicende degli Scout Bassanesi a Castelnuovo, c’è stata
l’iniziativa dell’Agesci Nazionale che ha organizzato una serie di interventi su
una zona molto più vasta. Personalmente vista la vicinanza del Veneto con il
Friuli ed il mio ruolo di responsabile della Branca RS per il Veneto sono stato
inviato a sostenere il lavoro del mio collega e amico Franco Bagnarol per
mettere in piedi tutta l’organizzazione e la gestione di migliaia di Scout
Italiani di tutte le regioni che sono arrivati a dare una mano come dicevano i
Friulani “ A Tirar su el Friul”.
Qui la storia si può scrivere a due mani con Franco. A distanza di tanti anni
credo sia stato fatto un buon lavoro. La idea del Governo di nominare un
Commissario Straordinario con pieni poteri ha normalizzato tutto il lavoro
successivo. La empatia sorta fra i responsabili Scout, e il Commissario
Straordinario On. Zamberletti, con tanti contatti e discussioni sul modo di
procedere in casi di
grandi emergenze come un terremoto, sono state la base per la nascita di quella
che oggi è la Protezione Civile Nazionale, che a detta di molti è la più
organizzata ed efficiente d’Europa e credo del mondo.
Che cosa abbiamo fatto in quei lunghi mesi, penso ci siano tanti ricordi di
coloro che 50 anni fa si sono spesi a favore dei terremotati e quindi non cito
le singole attività.
Se oggi mi fa piacere rimettermi la camicia azzurra e il mio foulard attorno al
collo per ritornare a rivedere quei luoghi è perché mi sento una tessera di quel
grande mosaico che come Scout ha fatto “ Del proprio meglio per lasciare quei
luoghi un po’ migliori di come gli abbiamo trovati”, in piena sintonia con gli
insegnamenti del nostro fondatore Baden Powell.
Gino Eger
Vecchio Capo della Branca RS
Bassano del Grappa