MariaLuisa
Faotto (19 anni)
Facevo parte
dei Gruppi e Ceppi scout Cattolici di Treviso, ero ancora in Fuoco e con altre
scolte, rover e capi siamo partiti l’8 maggio, due giorni dopo la terribile
scossa che ha devastato alcune zone del Friuli. E’ stato naturale, per me,
rispondere alla chiamata di portare aiuto ed era quello che mi aspettavo di
dover fare.
Siamo
arrivati tutti a Pinzano e da lì poi smistati in alcuni paesi che avevano
bisogno di aiuti urgenti. Sono stata destinata a Vito d’Asio. Qui abbiamo svolto
vari servizi affiancando per alcuni lavori l’esercito: dall’allestimento della
tendopoli al servizio mensa all’intrattenere i bambini.
Mi colpiva
come questi ultimi non sembrassero particolarmente spaventati ma piuttosto
incuriositi dalla strana situazione che stavano vivendo.
Ricordo la
fatica dei militari a convincere gli anziani ad abbandonare le case lesionate,
la dignità delle persone che si davano da fare, pur nella disperazione, per
sistemarsi al meglio aiutandosi a vicenda.
Ricordo
ancora come le scosse fossero continue, con intensità differenti ma molto
frequenti.
Siamo
rientrati a casa, controvoglia, dopo una settimana. L’ultimo giorno, segnato da
una pioggia battente ha reso il servizio più duro: l’acqua rischiava di entrare
nelle tende e ci è stato chiesto di scavare le canalette e accudire soprattutto
gli anziani che vivevano i disagi più grandi.
In realtà
nessuno di noi desiderava tornare a casa: pur nella fatica e nel disagio ci
eravamo sentiti utili ed apprezzati
E’ stata
un’esperienza di servizio fondamentale per
la mia formazione; mi è rimasta nel cuore ed è rimasta viva nel tempo.