Mario Gabrielli
Allegati
sab 30 mag, 19:02 (16 ore fa)
a me
Ciao Paolo
Ti mando la testimonianza che ho scritto.
Non so se andava meglio fare una cosa più breve.
Fai tu come meglio credi, taja, cava, zonta, come che te vol.
Ciao
Mario
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TESTIMONIANZA SU VITO D’ASIO
Mario Gabrielli età 17
Federazione Gruppi e Ceppi Scout Treviso – Gruppo TV 2°
Periodi di permanenza: 10-14 maggio ; 25-30 giugno
Località : Vito d’Asio
Servizio di aiuto nelle cucine, magazzino vestiario, servizio di recupero di
materiali edili per la successiva ricostruzione, aiuto nella fienagione e cura
delle piante di mais.
Ognuno ricorda perfettamente cosa stava facendo nel momento della scossa: io
stavo finendo in fretta di mangiare perché avevo la riunione di Clan e, uscito
di casa ho visto in strada tutti gli abitanti dei condomini vicino a casa mia.
Il giorno dopo, all’arrivo delle notizie su quanto era accaduto, ricordo di aver
pensato: “Ma chi andrà ad aiutare queste persone?”
L’indomani mi telefona Fiorenzo e mi dice: “Prepara lo zaino perché andiamo in
Friuli”; ho così avuto la risposta alla mia domanda.
La sensazione una volta arrivato là è stata innanzitutto di timore di essere
inadeguato, se non addirittura di intralcio; non avevo nessuna preparazione,
nessuna capacità o conoscenza di cosa fare in situazioni simili. Subito però ho
avuto una buonissima impressione della gente del posto, e tutto ha cominciato ad
andare bene.
Ricordo il primo intervento che ci hanno chiamato a fare: dovevamo raggiungere
una zona molto isolata, abbiamo fatto parecchia strada a piedi in salita, fino
ad arrivare ad una casa il cui interno mi ha impressionato molto: era rimasta
sul tavolo da pranzo la cena di quella sera; arrivato il proprietario della casa
ci chiese di aiutarlo a togliere i detriti del magazzino che, distrutto, aveva
seppellito la sua “Vespa” verde. Estratta alla fine la moto, cominciò da parte
sua un minuzioso controllo, compresa la restituzione, fatta a mano con la forza
delle braccia, di una certa ”forma” alle lamiere un po’ contorte. Il test finale
della messa in moto lo rese estremamente soddisfatto e dopo averci offerto del
vino, partì per andare in paese.
Un altro episodio riguardò il recupero di materiali edili da quella che era la
casa di vacanza di un signore anziano, residente a Vittorio Veneto; era una di
quelle persone che non riescono a stare ferme un secondo, andava di qua e di là
saltando da una parte all’altra, e si dava un gran da fare.
Con gli altri compagni del mio gruppo di lavoro, facevo parte di una catena che
aveva organizzato per un “passamano” di mattoni, tegole, sassi, tutte cose da
mettere in salvo ; questa persona era talmente precisa che aveva contrassegnato,
numerandole, tutte le parti dell’arco di ingresso della casa, in modo da
ricostruirlo successivamente in modo più facile. Perciò partecipava anche lui
alle operazioni mettendoci il massimo impegno.
Anche sua figlia faceva parte della catena, ma non ricevette che insulti per
tutto il tempo, perché spesso le pietre più pesanti le cadevano dalle mani; un
ritornello che il padre amava ripeterle era: “Questi qui potrebbero andare a
lavorare in un cantiere, che li prenderebbero subito, tu non sei capace di fare
niente!”.
Ricordo poi l’organizzazione dei fuochi di bivacco, pensata da Claudio per dare
un momento di svago a quelle persone così duramente colpite.
In conclusione credo che questa esperienza sia stata una delle più coinvolgenti
ed educativamente significative tra quelle a cui negli anni di appartenenza al
mio gruppo scout io abbia preso parte; i timori della partenza si sono
trasformati nella gioia di poter essere utile, e le semplici dimostrazioni di
gratitudine di quella gente così duramente provata sono state la più grande
ricompensa.