invio documentazione per Friuli 1976
Posta in arrivo
ESaggiorato@libero.it <esaggiorato@libero.it>
Allegati
17:14 (1 ora fa)
a cerchioscout@scoutstreviso.org
Attenzione Stefano Zanatta
come anticipato vi invio due testimonianze di un capo Barbuiani Graziano e di un
rover Piva Giannadrea del Gruppo Adria 1 che erano presenti a Gemona nel 1976
Oltre alle testimonianze ci sono anche sei foto per la testimonianza di Piva
Speriamo di poter venire ad Udine in ottobre
Buon lavoro a tutti
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TERREMOTO DEL FRIULI 1976
Mi chiamo Giannandrea e quando nel maggio del 1976 c’è stato il terremoto in
Friuli avevo 17 anni ed ero nel gruppo scout ADRIA 1°.
Il giorno dopo il sisma, il capo clan ha contattato noi rover per andare in
soccorso alla popolazione.
Ero alla fine dell’anno scolastico, e dovendo riparare alcune materie, mio padre
mi “consigliò” di non partire subito con i primi soccorritori. Così sono partito
con altri ragazzi scout solo alla fine della scuola.
Il nostro campo era ai piedi di Gemona, in località Campagnola, ed eravamo
attendati nel cortile di un asilo (foto 1). Con noi c’erano dei militari con le
cucine da campo (foto 2) con le quali fornivamo pasti alle persone del
quartiere. La prima impressione che ho avuto è stata quasi di incredulità per la
devastazione che ci circondava. Vedere dal vivo le case (foto3), la chiesa, la
stazione ferroviaria ridotte in macerie ha creato in tutti noi una grande
tristezza, ma ha fatto si che legassimo subito con le persone che avevano perso
tutto.
Il nostro servizio consisteva nel montare tende, provenienti da tutto il mondo,
in vari posti di Gemona, aiutare i militari nella distribuzione dei pasti e
nell’animazione con i bambini (foto 4).
Dopo qualche settimana sono rientrato ad Adria, ma dopo non molto sono ritornato
per la seconda volta a Gemona e questa volta il mio servizio era fare il
muratore con mazzetta, scalpello e martello pneumatico per abbattere muri o
soffitti da ripristinare nelle case vicine all’asilo. Ricordo bene l’amicizia
che si è creata con i militari, ragazzi con solo qualche anno più di noi e con
altri ragazzi e ragazze (foto 5), venuti da varie parti d’Italia per aiutare la
popolazione colpita da quella tragedia.
Una popolazione che si è data subito da fare per ripristinare i danni alle
abitazioni e che non finiva di ringraziarci.
Di notte, coricati in tenda, sentivamo poi il brontolio del sottosuolo ed il suo
movimento quando arrivavano le scosse di assestamento direttamente sulla nostra
schiena. Questa sensazione mi è rimasta per alcuni anni, creandomi momenti di
ansia ogni volta che sentivo una qualche vibrazione del pavimento ovunque mi
trovassi.
Anche se attorniati da tanta distruzione (foto 6) il nostro spirito di servizio
era sereno, probabilmente per la nostra giovane età, e per questo eravamo sempre
pronti a fare qualunque cosa ci fosse richiesta senza brontolare, malgrado la
fatica.
E’stata un’esperienza molto forte che mi lega “spiritualmente” anche oggi alle
popolazioni colpite da catastrofi naturali e che mi ha fatto provare “sulla
pelle” la felicità di aiutare gli altri, di sentirsi utili e di far parte degli
scout.
Cosa che ancora oggi avviene
Piva Giannadrea del Gruppo Adria 1