Santi Giuliano
Sabina Serena
Andrea Padoin tramite aruba.it
Allegati
13:40 (5 ore fa)
a cerchioscout
Beh, questa, con la storia del lampadario e "un toco de anema" va proprio
inserita da qualche parte!!!
(Magari correggiamo un po' la prosa...)
Andrea
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: ARTICOLO SU TERREMOTO FRIULI 1976
Data: 2026-07-08 13:28
Mittente: Sabina Serena <sabinajuga@yahoo.it>
Destinatario: "andrea@padoin.com" <andrea@padoin.com>
Ciao carissimo
Serena Sabina
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“Questo mi ricordo: io ero al primo anno del Clan Murano 1, subito dopo la
grande scossa ci troviamo in patronato San Pietro ci organizziamo per andare in
Friuli (Lele Salmistrari , Massimo Lupo , Lucia, forse il Gneo, ) non ricordo
l'ora della partenza ma era molto presto. Arrivati all’ospedale militare di
Udine ci fanno una iniezione penso tipo quella dei militari contro tutto, poi ci
mandano a Gemona campo base. Prima cosa montiamo la nostra tenda, poi ci mandano
a montare delle tende tipo quelle da campeggio su uno spazio verde.
Da lì ricordo di aver visto una "piazza" piena di bare.
Poi ci danno vari compiti chi a distribuire generi alimentari, chi vestiario. Mi
chiedono se volevo fare anche il giro di notte x fare sorveglianza, fanno un
gruppo di cinque persone: io, uno scout da Firenze (mi ricordo un toco de anema)
un alpino e due poliziotti e siamo andati in giro per Osoppo e Gemona.
Qui una notte abbiamo trovato un vecchio che cercava la sua casa e la sua
famiglia tra le macerie. Quando lo abbiamo fermato ci ha detto che era da poche
ore uscito dall’ospedale di Udine e cercava i suoi famigliari e una cosa
importante: la tessera degli Alpini. Io e l'altro scout di Firenze lo abbiamo
accompagnato all’ospedale da campo vicino a Majano. I poliziotti e l’alpino
astutti salvi in un altro ospedale o accampamento.
Con questo gruppo ho fatto tre notti e in una abbiamo portato delle provviste in
un altro presidio. Altra cosa se si può dire divertente: sempre con questi
ragazzi abbiamo sgomberato un magazzino pericolante di lampadari. Il padrone
voleva regalarcene uno, ma io ho detto “Grazie, ma sono di Murano “ comunque
anche gli altri hanno rifiutato.
Ho potuto fare la prima telefonata ai miei genitori dopo 3 giorni, dal campo
base Austriaco di Graz vicino alla nostra tenda. Un campo che per quegli anni
era molto ben organizzato: cucine, telefoni, bagni, ecc.
Dopo 5 giorni siamo tornati a Murano perché non si poteva stare di più e saremmo
stati sostituiti da altri volontari.” Giuliano Santi