Massimiliano Urbani urblent@libero.it <urblent@libero.it>
Inviato: venerdì 12 giugno 2026 22:26
A: 'Andrea Padoin' <andrea@padoin.com>; 'Aldo Grieco' <aldogrieco@gmail.com>
Oggetto: R: Il Centro Studi di Treviso al lavoro sul Terremoto del Friuli

Caro Andrea,
questo qui sotto è il mio contributo... purtroppo nessuno qui (perfino Attilio...!) si ricorda i nomi dei ragazzi del Roma 46. Ricordo benissimo, invece, lo sbalzo ormonale che scosse il treno in arrivo alla stazione di Treviso quando, noi che venivamo da Gruppi rigorosamente maschili e a malapena sapevamo come era fatta una donna, vedemmo schierato al binario 1 tutto il Fuoco "del Nord" del Treviso 1 che ci aspettava, ma questo è meglio non metterlo nei testi ufficiali....
Fammi sapere se ti va bene o se hai bisogno di altro.
Ciao
Massimiliano

Il terremoto che il 6 maggio del 1976 sconvolse il Friuli fu l'occasione per il primo impegno ufficiale di servizio esterno dell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici, costituita meno di un mese prima (14/04/76)

Fu organizzata una raccolta di materiale (viveri, vestiario, generi di prima necessità) che fu inviato, per aereo, all'Istituto provinciale maternità e infanzia di Udine il cui magazzino era gestito dal Gruppo FSE Udine 1° con cui l'Associazione era già in contatto. Questo Gruppo, nato da una squadriglia libera, si era costituito nel 1973 ed era censito con gli Scouts d'Europe di Nimes (Francia). Alcuni Capi, guidati dall'allora Commissario Generale Scout Sergio Durante, si recarono quindi ad Udine per distribuire quel materiale nei luoghi dove era più necessario. Nel corso di questo viaggio ci fu l'incontro con i responsabili dell'Associazione dei Gruppi e Ceppi Scouts Cattolici Treviso anch'essi impegnati nell'organizzare il servizio di soccorso e assistenza alla popolazione così duramente colpita.

Ci si accordò subito affinché alcuni Scouts d'Europa (all'epoca quasi tutti romani) partecipassero ad uno dei campi di servizio settimanali che l'Associazione trevigiana già svolgeva a Vito d'Asio (PN), piccolo Comune nelle Prealpi Carniche che, data la sua vicinanza all'epicentro del terremoto, aveva subito enormi crolli e danni.

Partimmo quindi per la nostra settimana di servizio da Roma Termini, una sera dei primi di giugno con il treno Espresso notturno 210 Roma T.ni - Udine, in sette Rover: quattro del Roma 32 (il mio Gruppo; oltre a me c'erano David Remotti, Giovanni Franchi de' Cavalieri e Claudio Cristofari), due del Roma 46, ed uno del Roma 3 (Pietro Ciccone). Capo del contingente era Aldo Grieco. Il mattino seguente, arrivati a Treviso Centrale, insieme ai Rover e alle Scolte che ci aspettavano in stazione, i cui Capi erano Nico Pezzato e Luciana Granziero, con alcuni pulmini ci recammo a Vito D'Asio dove ci mettemmo subito a disposizione del responsabile della "piazza", il Tenente Verzo del 3º Battaglione carri "M.O. Galas" di stanza a Tauriano (oggi 32° Rgt. carri), che subito ci affidò diversi incarichi operativi di soccorso e assistenza (servizio nella mensa comune, recupero delle tegole dei tetti, scavi per i pali della linee della luce e del telefono, taglio del fieno, accatastamento di legna su piattaforme nelle tende, ecc. ecc.). Aldo, in quanto medico, si mise a disposizione dei servizi sanitari. Si creò subito un grande affiatamento tra noi scouts, ma anche con la popolazione locale, con gli altri volontari ed operatori presenti in zona e con i militari. Tra questi merita una menzione speciale il Carrista Nicola De Luca, originario di Cancello (CE), capo cuoco alla mensa, che conquistò tutti con la sua simpatia e, tra le altre cose, insegnò ad alcuni di noi a fare la frittata rompendo due uova contemporaneamente tenendone una per mano...

Aldo Grieco, tra un intervento e l'altro, trovò il tempo per incontrare i responsabili sia del Gruppo di Udine, sia dell'Associazione trevigiana per "fare l'Associazione!", così come ci aveva raccomandato il Commissario Generale Sergio Durante accompagnandoci la sera della partenza a Roma Termini.

Quella pratica di servizio comune fu quindi l'occasione per rafforzare la conoscenza e verificare la comunanza di idee e di esperienze, tanto che, qualche tempo dopo, grazie al grande cuore di Francesco Piazza, Anna Feder Piazza, Franco Feder e Francesca Marcheggiano Feder, anche i Gruppi trevigiani confluirono negli Scouts d'Europa, seguiti poco dopo dai Ceppi (i quali, insieme al Cerchio e al Riparto Guide del Roma 46 andarono a costituire la sezione femminile dell'Associazione). Anche il Gruppo FSE Udine 1, come era naturale, passò dall'Associazione francese a quella italiana.

Massimiliano Urbani