Emilia Varaschin Gruppi e Ceppi scout cattolici Treviso

Dopo l’esperienza di servizio svolta a Vito d’Asio subito dopo il terremoto del 6 maggio, ritornammo in paese in estate.
Ero a capo dell’equipe di scolte trevigiane del FSE, mentre Claudio era il capo dei rover ed eravamo impegnati nella nostra settimana di servizio.
Quando arrivai lassù non riconobbi più il paese: due mesi prima avevo lasciato Vito d’Asio sotto un cielo plumbeo, mentre tra le case distrutte, una processione dolente seguiva a piedi alcune bare per il funerale.
Ora il sole illuminava le strade ordinate, i lavori di ricostruzione iniziati, le persone più sollevate che camminavano per il piccolo centro dove i militari avevano sistemato sotto i tendoni le cucine e la mensa.
Ci mettemmo a disposizione del sindaco per svolgere il nostro servizio: c’erano famiglie da aiutare nelle case, dispensare i pasti, essere di corvèe dopo la mensa e rispondere alle svariate richieste di manovalanza.
Ci venne richiesto di aiutare a raccogliere il fieno nei prati. Eravamo assieme ad alcuni giovani che erano rientrati dai paesi dove erano emigrati per aiutare le famiglie per la fienagione. Per noi scolte di città che mai avevamo preso in mano un rastrello, il lavoro era veramente difficile e pesante! I ragazzi ci guardavano e ridevano per l’inesperienza che dimostravamo, ma alla fine con le vesciche alle mani e la schiena spezzata abbiamo portato a termine il lavoro e brindato alla salute di tutti.
I rapporti con la gente di Vito d’Asio si erano consolidati e i fuochi di bivacco organizzati dopo cena avevano contribuito a creare un clima di allegria e di amicizia tra noi, le persone del luogo e i militari. Ogni sera al cerchio si aggiungevano nuove persone che sempre meno titubanti si univano ai canti, alle danze,ai giochi.
Ai bagliori delle fiamme vedevo nei volti delle persone i segni di una rinnovata serenità.
Emilia Varaschin