Don UgoCentro Studi e Documentazione Scout "don Ugo de Lucchi"
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Mons. ETTORE CUNIAL

Mons. Cunial 1966

Mons. Cunial al IV Congresso
Nazionale Capi ed Assistenti
dell’ASCI, nel 1966
Mons. Cunial a Possagno

A Possagno,con il Clan dell'Impossibile, Luglio 2002

Un ricordo di Mons. Ettore Cunial

“Siate Pronti!”


Non è stata di certo una coincidenza. No, no davvero. Chiamiamo le cose col loro nome.

E’ stata la Provvidenza a volere che il brano del Vangelo scelto per dare l’ultimo saluto a Mons. Ettore Cunial, nella sua Possagno, ai piedi dei monti trevigiani, iniziasse proprio con quell’”Estote Parati” che per noi Scouts è il motto di una vita. E – diciamolo – Mons. Cunial è tornato alla Casa del Padre veramente preparato, in anima e corpo, pochi giorni prima di compiere 100 anni. Ma chi era don Ettore per gli Scouts?

Era il settembre del 1954 quando il Papa lo nominò Assistente Ecclesiastico Generale dell’ASCI, incarico che mantenne per quasi 15 anni. Fu anche Assistente generale del MASCI e Assistente della Conferenza Internazionale Cattolica dello Scautismo… praticamente l’Assistente Scout planetario! In quegli anni viaggiò moltissimo, dapprima visitando le varie regioni d’Italia e facendo propaganda allo Scautismo con instancabile energia, partecipando ai Campi Nazionali e visitando Gruppi e Parrocchie, e poi iniziando a girare il mondo, dall’America Latina all’Australia, sempre ascoltando, aiutando, spronando… Mons. Cunial, che nel frattempo aveva assunto la carica di Vice Camerlengo di Santa Romana Chiesa (con il compito di coadiuvare il Camerlengo nel governo della Chiesa Universale nei difficili momenti di transizione tra un papato e l’altro) e di Vice-gerente della Diocesi di Roma, profuse ogni energia per lo Scautismo, ed esso sviluppò proprio in quegli anni il concetto di Uomo della Partenza che ancora ci è caro. L’ASCI degli anni ’50 e ’60 diede più vocazioni alla Chiesa di quante non ne diedero tutte le altre Associazioni Cattoliche nel nostro Paese (“[…] più di 170 già consacrati in questi 10 anni e quasi 200 presenti negli Istituti e nei Seminari” disse nel 1964). C’era lui ad accompagnare gli esploratori in udienza dal papa, c’era lui a salutarli in partenza per i Jamborees, c’era lui a diffondere la stima di cui il Movimento godeva in quegli anni.

Andai ad incontrare Mons. Cunial, ormai 97-enne, assieme ai miei Rovers nell’estate del 2002. Incontrai un uomo ancora pieno di vitalità, di idee, di iniziativa. “Lo Scautismo – mi disse – è un movimento, ed è l’azione che lo caratterizza, non la staticità”, ed egli era proprio così, attivo, vitale, capace di guardarti negli occhi e di infonderti una carica vitale incredibile. Sulla nostra Carta di Clan volle scrivere un saluto, e firmandosi con un “Buona Caccia!” aggiunse “Gesù è il primo cacciatore!”.

Al funerale, nel tempio canoviano di Possagno, erano in tanti. C’era il Vescovo di Treviso, c’erano molti preti. C’era il parroco del paese, che a stento tratteneva la commozione, e che alla fine ha voluto far riascoltare un’ultima volta la voce di Don Ettore, registrata in un’omelia “delle sue” qualche mese prima. Mancavano solo gli Scouts… i “suoi Scouts”. Eravamo in tre in uniforme, a dimostrazione che forse la memoria umana è fragile, e che ricordare non va più tanto di moda. Eppure anche a lui dobbiamo la vitalità della “fiamma scout” in Italia; anche a lui che ha vissuto per un secolo, per Servire, e che alla fine è andato incontro al Padre con un bel sorriso sulle labbra, pronto per l’ultima corsa. Anche di lui allora ricordiamoci nelle nostre preghiere, ora che è salito in cielo, e piantata la sua tendina chiara, ci guarda benigno con i suoi occhi di ragazzo.

Andrea Padoin 12. 10. 2005