Don Ugo   Centro Studi e Documentazione Scout "don Ugo de Lucchi"
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Rassegna

Eh sì, caro Elvi,
Avrei proprio volute esserci, la settimana scorsa. Dico davvero.
Perché io ci credo… lo ripeto ogni domenica a Messa, come hai fatto tu e come fanno tanti di noi ogni settimana; e non lo dico per dire. Credo nella vita del mondo che verrà. Amen.

E così avrei voluto esserci, quando hai chiuso gli occhi in questo mondo e li hai aperti nel mondo che verrà, davanti a San Pietro. San Pietro: colui che ricevette da Gesù le chiavi…

Me la vedo la scena: tu davanti alla porta del Paradiso, e Pietro che ti scruta, da capo a piedi, e sofferma lo sguardo su quel mazzo di chiavi appeso al moschettone della cintura.

Scout, naturalmente.

Non credo vi siate detti molto: tu non sei mai stato di molte parole.
Lui… beh… deve essersi sentito un principiante. Una chiave sola, davanti al tuo… grappolo di chiavi di ogni forma, dimensione, colore…

Aprivano tutto le tue chiavi: ricordo la sala da proiezione del cinema di Longarone, il garage della canonica, di Longarone; i sottoscala della chiesa… ma anche il museo del Vajont, l’auditorium comunale, la sede della Pro Loco… per non dire della sede delle Coccinelle, lì in centro, o la sede del tuo vecchio Riparto, su ai murazzi, nel prato dell’asilo.

Ah già: avevi le chiavi anche di quello, con buona pace delle suore.
Arrivato a Follina, quando ti chiesi di prendere il Riparto al mio posto, stessa storia:
le sedi, il magazzino, la tana… quella collezione che aumentava, aumentava…

Ma… Le chiavi non si collezionano.
Non sono come i francobolli, che li trovi e li metti lì.
No, le chiavi no.
Lo sapeva bene San Pietro! …la fatica, che ha fatto per meritarsi la sua!
Eh sì.

Perché le chiavi non si collezionano, si meritano.
Le chiavi sono la fiducia delle persone che te le affidano.
Le chiavi sono il segno tangibile che chi te le dà si fida di te.

Come Gesù con San Pietro, nonostante il gallo. Ma tutti… abbiamo il nostro gallo.
Quante chiavi. Eri proverbiale per il tuo mazzo di chiavi. Tante chiavi, tanta fiducia.

Lo Scout considera suo onore meritare fiducia.
È il primo articolo della nostra Legge. Il primo, il pilastro.

Tante chiavi, tanta fiducia.

“Non promettiamo di essere perfetti”, dice il Libro di Lézard, “ma di fare del nostro meglio”.
Beh, ti veniva naturale meritare la fiducia delle persone.
Sapevano che su di te potevano contare.
Sempre.

È difficile dare la nostra fiducia a qualcuno. Ma quello è un problema tutto nostro.
È molto più difficile meritarla, quella fiducia, superare le diffidenze naturali di ciascuno, dimostrare lealtà, affidabilità, coerenza…

Ma le chiavi…
Le chiavi più importanti non sono quelle che portavi al moschettone.
San Pietro l’ha capito subito, ne sono certo.
Sono le chiavi dei cuori quelle che contano davvero.
Quelle che aprono i cuori.
Quelle che le persone ti affidano perché tu le hai capite, nel profondo. E loro le affidano a te.

Meritare fiducia.
Un tuo esploratore ha detto di te che eri il suo idolo.
Servono le chiavi. Servono le chiavi del cuore.
Serve saperle meritare, quelle chiavi. E tu le hai meritate. Tutte.

Quelle al moschettone e quelle che non si possono vedere. Quelle che tu non usavi per chiudere, ma per aprire. I cuori.
Quelle che ti ha donato Lisa, quando ti ha scrutato e ti ha conosciuto, e ha capito che donandoti le sue tu le avresti donato le tue. Per sempre.

Ora… che San Pietro, principiante, ti ha lasciato entrare, ti accolgano gli Angeli, ti accolgano nella pace di Dio. Da lì, guarda giù ogni tanto, Elvi.
Fatichiamo a capire, anche se la nostra fede è grande.
Fatichiamo a farci un’idea che tu non sei più qui con noi.

Ma tu ci sei. Lo sappiamo. Le nostre chiavi… In fin dei conti… Ce le hai ancora tu.

Buona Strada

Andrea